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  • PIANTE ALIMURGICHE -...

    Le piante alimurgiche sono Piante spontanee, perenni e non, conosciute fin dall'antichità, da raccogliere autonomamente nei campi e da utilizzare in cucina per riscoprire sapori di un tempo.

    Sicuramente le avete viste e magari anche mangiate, in qualche piatto la domenica dalla nonna. Perché queste piante, chiamate anche spesso fitoalimurgiche, sono in realtà delle erbacee spontanee commestibili, che vengono raccolte, a fini mangerecci, la cui coltura e cultura, risale fin dai tempi antichi. 

    Ortica, tarassaco, Silene, Papavero, Malva, Luppolo, Cascellore, Borragine, Costolina ne erano pieni i prati e ancora adesso, permangono in scampoli di campagna al limite delle zone urbane. Chi le conosce, si aggira con sacchetti e taglierino, per raccogliere e poi cucinare le prelibatezze di sapori che furono. 
    I posti migliori per raccogliere queste erbe spontanee sono i campi abbandonati, gli argini dei fossi, i boschi o le rive dei ruscelli

    Raggruppate per famiglie, le piante alimurgiche, dal greco phytón = pianta e dal latino alimenta urgentia = alimentazione in caso di necessità, urgenza alimentare, sono conosciute il più delle volte non con il nome ufficiale, ma più spesso con l'indicazione in dialetto, che varia da regione a regione.

    La biodiversità vegetale tradizionale del territorio pavese deriva sia dalle piante spontanee che dalle piante coltivate (varietà locali tradizionali).

    Grazie al progetto finanziato dalla fondazione Cariplo i partner sono riusciti a rendere coltivabili queste piante spontanee nella provincia di Pavia

    Il progetto prevede il recupero e rimessa a coltura di 6 ha di terreni attraverso la coltivazione delle 9 piante spontanee alimurgiche autoctone, presenti in catalogo, tutelate da un’attività di seed banking a cura dell’Universitá di Pavia (Dipartimento di Scienza della terra e dell’ambiente). Il protocollo di coltivazione (e quindi domesticazione) delle specie vegetali spontanee alimurgiche, che sarà definito durante i tre anni di attività del presente progetto, potrebbe essere esportato in altri contesti territoriali, con gli opportuni adattamenti per quanto concerne le specie utilizzate e le tipologie di terreno a disposizione.